La famiglia è uno dei valori più importanti e preziosi nella vita umana, nelle difficoltà e nei momenti felici è fonte di supporto, calore e unità, non stupisce quindi che lo Stato Italiano la tuteli con norme specifiche che promuovono il sostegno e l’assistenza ai familiari in caso di bisogno.

Prima tra tutte è senza dubbio la Legge 5 febbraio 1992 n. 104, nota come legge 104, che tutela “l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”; ossia un insieme di agevolazioni lavorative che permettono al portatore di handicap o al familiare dello stesso di ottenere permessi retribuiti per poter gestire al meglio la propria o altrui disabilità.

 

Chi può beneficiare della Legge 104?

I permessi retribuiti possono essere richiesti al proprio datore di lavoro, sia nel pubblico sia nel privato, da:

  • Disabili con contratto individuale di lavoro dipendente: sono inclusi anche i lavoratori in modalità part-time, esclusi i lavoratori autonomi, i lavoratori agricoli occupati a giornata, i lavoratori a domicilio e quelli addetti ai lavori domestici e familiari
  • Genitori lavoratori dipendenti: madre e/o padre biologici, adottivi o affidatari di figli disabili in situazione di gravità anche non conviventi
  • Coniuge lavoratore dipendente: resta attualmente escluso il convivente, anche se recentemente si sono sollevati dubbi sulla legittimità di questa interpretazione
  • Parenti o affini entro il 2° grado lavoratori dipendenti: figli, nonni, nipoti, fratelli, suoceri, generi, nuore, cognati del soggetto disabile conviventi
  • Parenti o affini entro il 3° grado lavoratori dipendenti: zii, nipoti, bisnonni, bisnipoti (solo se i genitori o il coniuge siano over 65 oppure deceduti o assenti)

Recentemente l’INPS riconosce facoltà di richiedere permessi retribuiti anche per le parti di un’unione civile e ai conviventi di fatto con riferimento al proprio partner. Resta ferma la necessità che il soggetto richiedente o per il quale si richiede il permesso non deve essere ricoverato a tempo pieno in una struttura specializzata, altrimenti verrebbe meno la necessità di assistenza continua da parte di un familiare.

 

In quale forma può essere richiesta la Legge 104?

I permessi retribuiti ai sensi della legge 104 si traducono, per il lavoratore disabile:

  • 3 giorni di riposo al mese anche frazionabili in ore
  • in alternativa, in riposi giornalieri di una o due ore

Per i genitori e i familiari lavoratori, è necessario distinguere in base all’età dell’assistito:

  • Genitori con figlio disabile di età inferiore ai tre anni
    • Diritto al prolungamento del congedo parentale previsto fino al compimento dell’ottavo anno di vita del figlio, per un periodo massimo di ulteriori tre anni
    • Tre giorni di permesso mensile fruibili anche alternativamente
    • Riposi orari di una o due ore per giorno a seconda dell’orario di lavoro. La fruizione dei benefici non è cumulativa
  • Genitori con figlio disabile di età compresa tra i tre e gli otto anni
    • Diritto al prolungamento del congedo parentale previsto fino al compimento dell’ottavo anno di vita del figlio, per un periodo massimo di ulteriori tre anni
    • Tre giorni di permesso mensile
  • Genitori, coniuge e parenti di disabile maggiorenne
    • Tre giorni di permesso mensile

Come accennato, i tre giorni di riposo giornaliero spettanti dalla legge 104 possono essere anche frazionati in ore.

È bene ricordare che nel silenzio del legislatore deve ritenersi che la frazionabilità in ore dei permessi giornalieri da parte dei familiari non possa essere accordata nel caso in cui determini problemi di natura organizzativa per l’impresa o l’amministrazione. Anche in assenza di una specifica norma sul preavviso, qualora i permessi siano richiesti tempestivamente al datore di lavoro, questi non può legittimamente rifiutarli.

 

Come richiederla?

Per poter beneficiare delle agevolazioni previste dalla legge 104, è necessario presentare specifica domanda sotto forma di autocertificazione da cui risultino le condizioni personali ovvero di quelle del familiare assistito (dati personali; relazione di parentela, affinità o coniugio; stato di handicap). Nel settore pubblico le domande sono esaminate dai dirigenti dell’amministrazione di riferimento.

Nel settore privato, invece, è necessario che la disabilità risulti dall’apposito verbale compilato a cura dell’INPS su domanda dell’interessato e previa visita medica di verifica, la richiesta di permesso, dovrà poi essere trasmessa per mezzo di specifici moduli predisposti.

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Dopotutto, meno scartoffie e meno perdite di tempo significa più tempo insieme ai propri cari oltre alla possibilità di assisterli senza la preoccupazione di essere esclusi dalle attività lavorative.

Legge 104, quali sono le regole per richiederla? ultima modifica: 2019-01-31T14:27:07+00:00 da Peoplelink Team