In ambito di diritto del lavoro italiano, un posto preminente riguardo ai diritti fondamentali, attribuiti al lavoratore dalla Costituzione, lo occupa senza dubbio la normativa di riferimento sul calcolo ferie.

Al lavoratore, infatti, il diritto alle ferie è riconosciuto e tutelato con innumerevoli strumenti giuridici garantisti. Tuttavia, nonostante spesso la posizione del dipendente sul calcolo ferie part time venga parificata a quella del dipendente a tempo indeterminato, in taluni casi occorre distinguere per verificare al meglio come, in quali tempi e attraverso quali mezzi il lavoratore part time può far valere i suoi diritti alle ferie appena maturati.

Vediamo, nel seguente paragrafo, quanti giorni di ferie spettano, con riferimento ad ogni singola fattispecie di rapporto di lavoro subordinato.

 

Calcolo ferie e trattamento minimo stabilito dalla legge

La legge fissa, per il calcolo delle ferie, il trattamento minimo per ogni lavoratore dipendente: 26 giorni, pari a quattro settimane lavorative, di cui il lavoratore può usufruire allorquando abbia prestato la propria attività lavorativa per un anno, salvo permessi annoverati o meno. Per il calcolo ferie part time, i criteri sono i medesimi: di fatto, il rateo mensile non può maturare se in quel mese il lavoratore non ha prestato la propria opera per almeno 15 giorni.

Tenendo poi presente che il lavoratore a tempo parziale gode del diritto alle ferie in egual maniera rispetto ad ogni altro lavoratore subordinato, il D.L. 61 del 2000 ha delineato tre diversi regimi in cui il contratto di lavoro a tempo parziale può essere inteso.

 

I tipi di contratto part time: modelli indicati dal d.l. 61/2000

Nel caso in cui il contratto in esame sia “di tipo orizzontale” – ovvero quando la riduzione dell’orario di lavoro rispetto al full time viene programmata in base al normale orario giornaliero di lavoro – non sussistono particolari complessità nel calcolo delle ferie part time. Nella norma, in giornate lavorative, è sufficiente parametrare le ferie del dipendente all’orario di lavoro ridotto svolto durante la giornata; in pratica, il lavoratore potrà godere appieno della giornata di ferie, la quale consisterà semplicemente in ferie dall’orario ridotto.

Il panorama si complica quando, come recentemente evidenziato dalla pronuncia della Corte di Cassazione, il contratto part time sia qualificabile come “di tipo verticale”. Infatti, secondo l’art. 1 comma a) d.l. 61/2000, in questa fattispecie di contratto l’attività lavorativa viene svolta a tempo pieno, ma solo in determinati periodi nel corso della settimana, del mese o dell’anno.

Per il calcolo di questo frazionamento della prestazione lavorativa, occorre, secondo la Corte di Cassazione, calcolare il periodo di ferie in maniera proporzionale alle giornate lavorative svolte. In pratica, se il dipendente ha svolto le sue mansioni per 4 giorni lavorativi alla settimana, il coefficiente di quattro sesti è da calcolare, a seconda delle disposizioni contenute nel contratto collettivo applicato, alle giornate lavorative svolte dal lavoratore full time: nel caso il lavoratore full time goda di 26 giornate, il calcolo part time sarà allora pari a circa 17 giornate.

Lo stesso criterio vale per i contratti di “di tipo misto”, ovvero quei contratti che prevedono una prestazione ove il dipendente, per esempio, debba lavorare per un numero di ore minore rispetto al rango ordinario giornaliero, in periodi limitati o alternati nel corso di una predeterminata fascia temporale.

 

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Calcolo ferie part time: quanti giorni spettano al lavoratore? ultima modifica: 2018-08-28T10:15:29+00:00 da Peoplelink Team