Ogni attività lavorativa presenta dei rischi che, anche se minimi, possono causare danni più o meno gravi al lavoratore, con conseguente impossibilità di proseguire le attività lavorative per diverso tempo.

La legge definisce l’infortunio sul lavoro come un evento dovuto a una causa esterna e violenta che produce lesioni traumatiche, avvenuto nel corso dello svolgimento dell’attività lavorativa, dalle quali possono derivare inabilità permanente o temporanea al lavoro e che richiede cure particolari o riposo, necessari al recupero fisico della vittima d’infortunio.

 

Quando si parla d’infortunio sul lavoro?

L’infortunio lavorativo può essere identificato quando incorrono tre diverse situazioni:

  • Quando c’è un evento traumatico che causa lesioni o morte del lavoratore;
  • Quando l’inabilità al lavoro è superiore ai 3 giorni;
  • Quando l’infortunio è connesso al rischio proprio della prestazione lavorativa ossia connesso al lavoro che si svolge, (es. Una tegola che cade dal tetto in un cantiere, un carico che si scioglie su un camion, ecc.);

Questo vale anche nel caso in cui ci si stia recando presso il luogo di lavoro; tuttavia, in questo caso, bisogna valutare molte circostanze esterne (tragitto, tempi, mezzi utilizzati, ecc.) che possono fare la distinzione tra un infortunio sul lavoro e un incidente privato; per questo non ne tratteremo in quest’articolo.

 

Chi e in che misura retribuisce le giornate d’infortunio?

Il datore di lavoro retribuisce i primi giorni dall’infortunio con:

  • Retribuzione al 100% per il giorno in cui è avvenuto l’incidente, considerato giornata di lavoro completa.
  • Retribuzione al 60% per i 3 giorni successivi, a meno che il CCNL non preveda diversamente.

Dal quinto giorno il pagamento delle giornate d’infortunio spetta all’INAIL, ente nazionale per gli Infortuni su lavoro, che si occupa, per l’appunto, di assistere i lavoratori in queste circostanze, nella forma di:

  • 60% della retribuzione fino al 90° giorno d’infortunio.
  • 75% della retribuzione media giornaliera dal 91° giorno e fino alla completa guarigione del lavoratore.

Al fine di calcolare la retribuzione media giornaliera viene valutata la retribuzione media erogata nei 15 giorni precedenti l’infortunio.

 

Quali sono i passaggi che bisogna effettuare?

  1. Denuncia d’infortunio: il lavoratore, in caso d’infortunio sul lavoro, deve informare immediatamente il datore di lavoro – o il preposto dell’azienda – per evitare la perdita del diritto all’indennità relativa ai giorni precedenti la segnalazione. Se è necessario, il lavoratore infortunato dovrà essere accompagnato al Pronto Soccorso che rilascerà opportuno certificato medico. Questo certificato deve poi essere trasmesso al datore di lavoro il quale:
    • se la prognosi comporta astensione dal lavoro superiore a tre giorni, deve presentare denuncia alla sede INAL competente, entro due giorni da quello in cui ha ricevuto il primo certificato medico; in caso di mancata denuncia si rischiano gravi sanzioni per il datore di lavoro.
    • se la prognosi è inferiore a tre giorni, il lavoratore deve, in ogni caso, informare il datore di lavoro, anche se quest’ultimo non è tenuto a presentare la denuncia all’INAIL.
  2. Visita medica presso gli ambulatori INAIL: In caso d’infortunio sul lavoro è prevista la visita presso gli ambulatori INAIL. Occorre fare una distinzione tra
    • Prognosi uguale o inferiore a tre giorni, e se il lavoratore è in grado di riprendere l’attività entro questo termine non c’è bisogno del certificato INAIL prima di riprendere l’attività lavorativa.
    • Prognosi del Pronto Soccorso è superiore a tre giorni, il lavoratore deve presentarsi all’INAIL per la visita medica due/tre giorni prima della scadenza della prognosi. In questo caso l’Inail:
      • Fisserà al lavoratore una visita successiva per valutarne lo stato di guarigione e se ritenesse necessario altro tempo per la completa guarigione, rilascerà un certificato che dovrà essere consegnato al datore di lavoro.
      • Provvederà a chiudere la malattia con un certificato di chiusura definitiva da consegnare in azienda per poter riprendere l’attività lavorativa.

Negli anni sono state emanate norme sempre più severe a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, tuttavia questi passaggi obbligati sono rimasti in buona parte invariati. In ogni caso è bene ricordare che oltre alla prudenza e alla tempestività dell’intervento, in caso d’infortunio ciò che può tutelare ulteriormente il lavoratore e l’azienda è la produzione di dati sicuri e precisi sugli eventi relativi all’infortunio, con i quali sarà possibile chiarire l’evento dannoso e le sue circostanze nell’ottica di una migliore collaborazione con gli enti preposti alla sorveglianza e vigilanza su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.

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Infortunio sul Lavoro: Cos’è e Cosa Bisogna Fare in caso di Incidenti ultima modifica: 2018-12-18T10:30:25+00:00 da Peoplelink Team