Lavorare per un’azienda senza uscire dalla propria abitazione è diventata la normalità per una grande fetta di dipendenti italiani.

Uno dei pochi effetti positivi della pandemia di Coronavirus è proprio questa apertura da parte d’imprese private ed enti pubblici a un nuovo modo di svolgere mansioni senza recarsi in specifici luoghi di lavoro.

Di Telelavoro e Smart Working (quest’ultimo in Italia chiamato Lavoro Agile) si sente parlare da molto tempo, ma solo ora questi termini sono arrivati al grande pubblico diventando parte della quotidianità.

La conseguenza di questa novità è una certa confusione nei concetti che stanno dietro a questi due termini e la domanda che spesso viene fatta è: che differenza c’è tra Telelavoro e Smart Working?

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e di capire meglio come gestire correttamente il lavoro fuori ufficio.

 

Cos’è il telelavoro?

Per definire il telelavoro si può dire che esso sia il lavoro svolto da remoto stando in una postazione fissa distante dall’azienda e senza l’obbligo di orari di lavoro convenzionali. Tipicamente è un lavoro che si svolge da casa attraverso strumentazioni digitali: connessione internet, computer, smartphone, tablet, webcam, scanner, software gestionali.

È vero che il telelavoro porta con sé una notevole flessibilità rispetto al lavoro in azienda, ma bisogna considerare il fatto che le modalità e gli orari di attività devono essere pattuiti con il datore di lavoro. Ad esempio, al lavoratore potrebbe essere chiesta la reperibilità in precisi periodi della giornata per poter comunicare con colleghi in sede o con i clienti.

Di lavoro da remoto si sente parlare da quando i computer sono diventati di uso comune. Un punto di svolta è stata la crisi petrolifera del 1973 durante la quale, in America, si è cominciato a ideare il telelavoro per contrastare l’austerity.

Anche in quel caso un problema generale ha generato una soluzione che ha ridefinito la vita di molte persone. C’è da dire che le aspettative di cinquant’anni fa a proposito del telelavoro erano molto entusiastiche, infatti si pensava che negli anni 2000 la maggioranza dei lavoratori avrebbero svolto il proprio mestiere con questa modalità.

Nel nostro Paese di certo non è andata così, ma ora possiamo dire che è il momento giusto per andare in questa direzione e, anzi, puntare allo Smart Working.

Oggi l’evoluzione costante dei sistemi informatici e le nuove necessità spingono sempre di più verso modalità di lavoro a misura d’uomo e che tutelino l’ambiente.

È il momento di passare dal telelavoro a quello più moderno di Lavoro Agile.

 

Lo Smart Working è semplicemente telelavoro da casa?

La risposta lapidaria è: NO. Telelavoro e smartworking non sono esattamente la stessa cosa.

I concetti di base sono molto simili, dislocazione dell’attività lavorativa, utilizzo di strumenti informatici collegati alla rete, gestione personalizzata dei tempi, ma ci sono particolari che fanno la differenza.

Lo Smart Working in Italia è chiamato Lavoro Agile e la Legge 22 maggio 2017, n. 81 lo definisce come la “modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa”.

La prima cosa da sottolineare è che i freelance non sono considerati dalla legge come “smart worker” perché, essendo autonomi, gestiscono da sempre i tempi e i modi con cui svolgono il loro lavoro e si rapportano con clienti e altre realtà imprenditoriali con cui collaborano.

Il Lavoro Agile è caratterizzato da:

  • Estrema flessibilità degli orari e dei luoghi di lavoro
  • Libertà di coordinare le attività lavorative insieme a quelle personali o familiari
  • Misurazione dei risultati attraverso parametri oggettivi

Utilizzare lo Smart Working per un’azienda è vantaggioso se rende i processi più efficienti, i dipendenti più felici e, ovviamente, se porta un miglioramento in termini di risparmio di risorse o di incremento delle vendite.

Lo smart worker può lavorare ovunque voglia e negli orari che predilige, ma deve portare avanti i propri compiti con puntualità e chiudere i progetti affidati nei tempi previsti.

Questi sarebbero i termini ideali dello Lavoro Agile, ma non tutte le aziende riescono ancora a garantire ai propri dipendenti un tale grado di indipendenza.

 

Allora, qual è la differenza tra Telelavoro e Smart Working?

La prima grande differenza è determinata dal fatto che chi opera in Smart Working può decidere in totale autonomia dove svolgere il proprio lavoro, può anche cambiare luogo ogni giorno passando dal proprio appartamento alla casa delle vacanze, dal proprio ufficio privato a un rifugio in alta montagna.

Il Telelavoro è meno flessibile perché la postazione in cui si lavora deve essere concordata con il proprio datore di lavoro.

Anche la libertà di scegliere i gli orari di lavoro, come già detto, è maggiore nel Lavoro Agile, mentre chi telelavora è tenuto a rispettare quelli stabiliti nel contratto, quindi non può sospendere la propria attività arbitrariamente per poi recuperare in un altro momento.

Lo scopo primario dello Smart Working è quello di far conciliare gli impegni lavorativi con la vita privata dei dipendenti, per dare loro agevolazioni che influiscono positivamente sulla quotidianità ma senza che penalizzino l’azienda.

È giusto puntualizzare che in questo periodo tristemente condizionato dal Covid 19 molte imprese hanno sperimentato sistemi di lavoro da remoto che si avvicinano al Lavoro Agile ma che ancora non arrivano a quell’ampia flessibilità di cui abbiamo parlato in precedenza.

 

Software per telelavoro e smartworking

Per gestire al meglio ogni forma di lavoro a distanza un’azienda può utilizzare software per:

  • Rilevare le presenze e gestire i giustificativi
  • Archiviare i documenti
  • Compilare i timesheet e le note spese
  • Calendarizzare le attività e gestire le scadenze
  • Controllare le spese e i ricavi
  • Monitorare le performance

Il Telelavoro e, soprattutto, lo Smart Working sono sistemi all’avanguardia per aumentare il welfare dei lavoratori, abbassare le emissioni di gas nocivi nell’atmosfera, far aumentare l’efficienza e le entrate di un’impresa. Tutto questo è realizzabile solo se alle spalle vi è un’organizzazione accurata e soluzioni tecnologiche adeguate a risolvere nuovi problemi.

Per gestire al meglio progetti e dipendenti in Telelavoro e Smart Working affidati a noi di Peoplelink, i nostri software consentono di avere sempre ogni attività sotto controllo anche se svolta fuori dalla tua azienda.