Che cosa è lo Smartworking e come funziona in Italia

Cose'è lo smartworking e come funziona in Italia?

Parlare di Smartworking in Italia poco più una decina di anni fa era come disquisire di qualcosa di meraviglioso ma irraggiungibile. Oggi, invece, questo modello di gestione del lavoro è sempre più diffuso e apprezzato da aziende private ed enti pubblici.

È il momento di capire bene cos’è il “lavoro intelligente” e come viene utilizzato nel nostro Paese e non solo.

 

Cos’è lo Smart Working?

Prima di approfondire il discorso bisogna precisare che non è un errore scrivere “Smart Working” al posto di “Smartworking”: il primo termine è quello originale e più istituzionale, mentre il secondo, che vede l’unione delle due parole in una sola, è quello che sempre di più viene utilizzato e che dimostra che questo concetto è così radicato da aver bisogno di un nome unico.

Ora chiariamo il concetto di base.

Definizione di Smart Working: “Lo Smart Working, o Lavoro Agile, è una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. Un nuovo approccio al modo di lavorare e collaborare all’interno di un’azienda che si basa su quattro pilastri fondamentali: revisione della cultura organizzativa, flessibilità rispetto a orari e luoghi di lavoro, dotazione tecnologica e spazi fisici”.

Queste descrizione è quella pubblicata sul sito dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano e non a caso sono state scelte le parole di questo ente per spiegare cosa sia lo Smart Working.

L’esistenza di un gruppo di studiosi che fanno ricerca e riportano dati su questo tema fa capire quanto esso sia importante nel mondo della gestione del lavoro. La nascita dell’osservatorio risale al 2012 e in quasi dieci anni di studi ha monitorato costantemente l’evoluzione di quello che in Italia viene chiamato anche Lavoro Agile.

Vediamo ora qualche dato numerico che può far capire meglio come questo modello di lavoro si sia fatto strada nel tessuto sociale.

 

Il Lavoro Agile in Italia descritto dai numeri

I dati diffusi a ottobre 2018 dall’Osservatorio Smart Working descrivono una situazione davvero positiva per il Lavoro Agile in Italia.

La crescita dell’utilizzo dello Smart Working è evidente e a trarne giovamento in larga parte sono le grandi aziende, ma si nota un interesse in aumento anche da parte delle PMI. Ecco i numeri che ne evidenziano la diffusione:

  • 56% nelle grandi imprese
  • 8% nelle PMI
  • 8% nella Pubblica Amministrazione

Il divario è ancora molto grande tra le due realtà imprenditoriali private e, considerando che nel nostro Paese le aziende perlopiù sono iscrivibili nell’insieme delle Piccole Medie Imprese, si può ipotizzare una crescita notevole del Lavoro Agile nei prossimi anni.

Questa previsione è confermata anche dal fatto che il 16% PMI dichiarano di avere già attivato iniziative informali riguardanti questo modello di lavoro, il 2% ne prevede l’introduzione e un altro 9% ne ipotizza l’utilizzo.

La Pubblica Amministrazione è più lenta in questo processo di cambiamento, infatti il dato relativo all’introduzione prevista dello Smart Working raggiunge solo un 8%. La percentuale che fa ben sperare, in questo caso, è quella del 36% relativa alla probabile introduzione.

Tornando al dato eclatante delle grandi imprese, bisogna aggiungere al 56% un 2% di iniziative informali, un 8% di introduzione prevista e un 21% di probabile introduzione.

Gli smart worker, coloro che utilizzano il Lavoro Agile costantemente per svolgere il loro impiego, sono aumentati del 20% rispetto al 2017 raggiungendo un totale in Italia di 480.000 persone a fine 2018.

Questi dati sono particolarmente importanti perché sono stati raccolti a poco più di un anno dall’introduzione della Legge 81 del 22 maggio 2017, comunemente chiamata Legge sul Lavoro Agile, ma di questo argomento parleremo in seguito.

 

Lo Smart Worker che vantaggi trae dal Lavoro Agile?

Stando a quanto scritto nei risultati della ricerca dell’osservatorio del Politecnico di Milano, la situazione degli smart worker è decisamente positiva e questo sicuramente farà da traino per un’ulteriore aumento di questa categoria di lavoratori che, come abbiamo visto, a ottobre 2018 arrivava vicino al mezzo milione.

Alla domanda “perché le persone scelgono di approcciare lo smart working” le risposte sono state le seguenti:

  • 46% evitare lo stress da trasferimento casa-ufficio
  • 43% migliorare l’equilibrio tra vita privata e professionale
  • 41% aumentare la qualità dei risultati prodotti

Queste percentuali si traducono in un concetto molto forte, ovvero che migliorare le condizioni personali del lavoratore porta con sé un aumento della qualità del lavoro prodotto. Praticamente, i vantaggi dello smart working sono sia per i lavoratori sia per i datori di lavoro.

I benefici del Lavoro Agile in Italia riguardano la responsabilizzazione sul raggiungimento dei risultati (dichiarato dal 37% degli intervistati dall’osservatorio), l’efficacia del coordinamento (33%), la motivazione e la soddisfazione sul lavoro (32%).

Gli aspetti negativi riscontrati sono: l’isolamento rispetto alle dinamiche dell’ufficio (18%), la difficoltà nella pianificazione delle attività (16%), le distrazioni esterne (14%).

 

Smart Working: la legge

Come accennato in precedenza, lo smart working è stato normato dalla Legge n. 81/2017, il Jobs Act del lavoro autonomo, che nell’articolo 18 dice che: ”Le disposizioni del presente capo, allo scopo di incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro…”.

Gli incentivi ad adottare lo smart working e a renderlo largamente diffuso nel mondo del lavoro italiano sono stati confermati dalla Legge di Bilancio del 2019 che, però, ha modificato l’articolo del Jobs Act relativo al Lavoro Agile attraverso il comma 3-bis che impone al datore di lavoro di dare priorità alle lavoratrici nei tre anni successivi al termine del periodo di maternità obbligatorio e ai lavoratori con figli disabili.

 

Come gestire al meglio gli smart worker

Se in azienda si hanno “lavoratori agili” che lavorano seguendo il “modello intelligente”, allora è necessario un software moderno ed innovativo per organizzare al meglio il personale e i loro compiti.

Anche quando si tratta di lavoro da remoto è possibile utilizzare i software e le app per la gestione del timesheet messe appunto da Peoplelink per lo smartworking, i quali possono rendere davvero rapido e funzionale sia il lavoro dei collaboratori sia il compito degli HR Manager.