Definizione di Smart Working

Meno stress, più motivazioni e risultati

Cosa si intende per smart working?

Lo smart working è una locuzione composta da “smart”, che sta ad indicare qualcosa di facile, semplice, immediato, che associato alla parola “working” ossia lavoro, ne indica una nuova tipologia, libera dai classici schemi legati a un lavoro fisico, un “lavoro più agile”.

Implica un nuovo modello di organizzazione aziendale che consente di rendere in maniera più flessibile l’attività lavorativa.

Si parla, si sente spesso dire… Molte Aziende stanno introducendo lo smart working, lavoratori che non lavorano più in Azienda, ma da casa, in esterna, ovunque…. Spesso infatti non si riesce ad esprimere appieno il concetto di “lavoro smart” e quindi dell’addio alla postazione fissa di lavoro.

Cos’è e a cosa serve

Lo smart working è una modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato con lo scopo di incrementare la produttività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e lavoro.

Il lavoro viene svolto in parte all’esterno dei locali aziendali e non è presente una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti all’esterno dei locali aziendali.

Spesso l’idea e il progetto di smart working nelle aziende scaturisce dal risultato delle pratiche aziendali, basate sui valori etici e morali e sull’investimento sul personale dipendente, rispettando e ampliando il concetto di coinvolgimento delle risorse, rendendole quindi, sempre più protagoniste e coinvolte.

Oltre a questo, questa nuova modalità di lavoro, garantisce, instaura e rafforza il rapporto di fiducia tra l’Azienda e il dipendente, al quale gli è resa più semplice la vita di tutti i giorni, trovandosi con orari a lui più consoni, con la possibilità di lavorare ovunque, evitandogli di trovare traffico negli orari di punta…

Si tratta di un sistema di lavoro particolarmente vantaggioso e innovativo, che privilegia il risultato prodotto dai lavoratori rispetto al tempo impiegato per realizzarlo.

Meno stress, più risultati: una trasformazione organizzativa che mira a costruire un tipo di lavoro orientato a obiettivi da raggiungere, questa è la filosofia intrinseca dello smart working!

L’importanza dello smart working in Italia

L’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano stima che tra il 2013 e il 2017 sia cresciuto di oltre il 60% il numero degli Smart Worker contando 305.000 smart workers coinvolti; la ricerca inoltre afferma che una grande Azienda su due abbia in corso o stia introducendo iniziative tese ad aumentare la flessibilità nell’organizzazione del lavoro, con benefici notevoli per imprese e lavoratori.

L’enfasi quindi sta nel superamento della rigidità dell’orario e del luogo di lavoro a favore di autonomia e responsabilità nel lavoro per obiettivi e risultati.

Regole/leggi/linee guida da seguire

Il lavoro agile è disciplinato dalla legge del 22 maggio 2017, n. 81, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 135 del 13 giugno 2017, ed entrata in vigore il 14 giugno 2017.

Secondo questa legge, il lavoro agile non è intesa come tipologia contrattuale, ma come modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato.

Per attivare un contratto in smart working il datore di lavoro deve predisporre un accordo a tempo determinato o indeterminato con il lavoratore che preveda una serie di elementi: una policy che stabilisca gli strumenti di lavoro e i controlli a distanza, un regolamento disciplinare e un’informativa precisa sui rischi.

Differenza con il telelavoro

Sfatiamo il mito: lo smart working non è una versione “nuova” del telelavoro. I due istituti spesso vengono confusi, sebbene siano profondamente diversi.

La principale differenza con il vecchio telelavoro era concepito come una semplice trasposizione delle modalità lavorative aziendali presso l'abitazione del teleworker; il nuovo lavoro agile sembra consapevole che la valorizzazione del lavoro svolto al di fuori dei locali aziendali non può prescindere da un radicale ripensamento del modo di lavorare (in termini di tempi, orari, controllo esercitato dal datore, sicurezza…ecc) e della misurazione del risultato.

Diritti e doveri del dipendente

I tre principali diritti del dipendente con rapporto di smart working sono la sicurezza, la disconnessione e la formazione per dominare e accrescere le proprie competenze.

Per quanto riguarda il trattamento economico, si applicano gli stessi compensi di chi è inquadrato allo stesso modo e che lavora in Azienda.

Valgono le stesse tutele previste per la generalità dei lavoratori dipendenti in materia di tutela della privacy e dei controlli a distanza. In particolare, la legge prevede il diritto alla disconnessione: ovvero la possibilità che il lavoratore si renda "non contestabile" dal datore di lavoro quando non impegnato nello svolgimento dell'attività dedotta in contratto. Ai lavoratori è garantita la tutela contro gli infortuni in itinere durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali, quando la scelta del luogo della prestazione sia dettata da esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda a criteri di ragionevolezza.

Il più grande dovere del lavoratore? Essere sempre sul pezzo e portare risultati!

Smart Working ultima modifica: 2018-02-07T17:55:26+00:00 da fabrizio chiagano