Dopo una lunga pausa, il Governo ha fatto ripartire la trattativa (riguardante il triennio 2016-2018) sul rinnovo del contratto dei dirigenti di ministeri e agenzie fiscali fra l’Agenzia per la rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (o Aran) e i sindacati.

La Ministra Giulia Bongiorno sta avviando delle linee programmatiche riguardo il funzionamento della Pubblica Amministrazione, dichiarando: “Sono al lavoro per alcune correzioni della disciplina legislativa che riguarderanno la valorizzazione del merito anche attraverso un efficace sistema di valutazione delle performance.”

La definizione di un nuovo testo unico sul pubblico impiego e una corposa delega sulla dirigenza pubblica, oltre ad una revisione delle norme sulla valutazione della performance dei dipendenti pubblici: questi i punti più qualificanti della legge Madia in materia di personale delle pubbliche amministrazioni.

Nel merito, la riforma prefigurata dalla legge Madia era da considerare nel suo complesso positivamente, anche se non priva di aspetti problematici e, forse, di difficile attuazione. Si prevedeva la confluenza in tre grandi ruoli – nazionale, regionale e locale – di tutti i dirigenti delle amministrazioni operanti alle diverse scale di governo e di territorio.

La norma contemplava la possibilità di una piena mobilità dei dirigenti non solo all’interno del maxi-ruolo di appartenenza, ma anche da un ruolo all’altro (per cui, ad esempio, un dirigente regionale o locale poteva diventare dirigente dello Stato o di un ente pubblico nazionale, e viceversa). La creazione di ruoli unificati, senza articolazione interna in fasce o qualifiche e “permeabili” fra loro costituiva un elemento innovativo di sicuro interesse, in quanto finalizzato a creare un “mercato della dirigenza”, ed inoltre il mancato obbligo di rilevazione presenze dei Dirigenti, funzionale all’orario di servizio e di apertura al pubblico svolto dall’ente.

L’attuale Governo ha visto arrivare sul tavolo delle trattative per prima la proposta della parte normativa, in cui si vogliono estendere i temi chiavi delle regole disciplinari della riforma Madia ai dirigenti. Ed ecco apparire tra le altre anche l’ipotesi di possibili licenziamenti se si sono verificate ingiustificate assenze collettive nei periodi in cui la continuità di servizio deve essere garantita, come nel caso limite dei Vigili Urbani di Roma nelle Festività Natalizie.

Nell’ambito specifico degli Enti Locali, in tema di maggiore flessibilità oraria si intende proseguire nell’introduzione di una disciplina che concilia esigenze delle persone, organizzative e quelle dell’utenza.

La valorizzazione degli strumenti che consentono di conciliare tempi di vita e tempi di lavoro potrebbe essere ottenuta attraverso l’armonizzazione, in un unico quadro regolativo, delle discipline contrattuali dei diversi comparti di provenienza, insieme a una nuova disciplina comune degli istituti del rapporto di lavoro quali orario, ferie e permessi. L’articolazione dell’orario di lavoro deve rimanere esclusa dalla contrattazione collettiva.

In materia di contrattazione integrativa, infatti, continuano a essere vigenti le limitazioni introdotte da un precedente decreto che sottraggono alla contrattazione collettiva le determinazioni per l’organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione del rapporto di lavoro.

Rimangono pertanto escluse dalla contrattazione collettiva materie quali l’articolazione dell’orario di lavoro, compresi turni, reperibilità, nonché organizzazione del lavoro nell’ambito degli uffici.

Per quanto riguarda nello specifico l’orario di lavoro dei Dirigenti, essi devono assicurare la propria presenza quotidiana in relazione alla funzionalità degli uffici e dei servizi, adeguandola in modo flessibile rispetto ai programmi e agli obiettivi da conseguire.

La presenza dei Dirigenti deve essere rilevata con sistema automatizzato e non deve ritenersi diretta alla quantificazione delle ore di presenza in servizio o alla verifica di uno specifico obbligo di legge e/o contrattuale in quanto non previsto dalla normativa vigente.

La rilevazione automatizzata della presenza in servizio dei Dirigenti ha, quindi, un puro fine conoscitivo o statistico, in relazione ai risultati conseguiti o eventualmente ai fini valutativi, e consente di definire i giorni di ferie spettanti annualmente, in considerazione del fatto che in base alle norme vigenti il numero dei giorni di ferie varia a seconda di un’attività sia prestata su cinque oppure su sei giorni lavorativi.

I Responsabili di Posizione Organizzativa, al fine di coordinare il necessario e dovuto coordinamento con le esigenze della struttura, devono, di norma, rispettare l’orario di lavoro di tutto il personale.

Al titolare di Posizione Organizzativa è riconosciuta una particolare forma di flessibilità oraria necessaria al raggiungimento degli obiettivi assegnati, fermo restando il limite minimo delle 36 ore medie settimanali da computarsi in relazione all’anno solare, che costituisce riferimento all’attuazione dei programmi.

Proprio nella prospettiva di una “cultura della valutazione” anche della classe dirigenziale nella Pubblica Amministrazione, diventano quanto mai indispensabili strumenti digitali per il rilevamento delle presenze come People@Time, con il quale si possono ottenere dati immediati sulle performance e conseguenti monitoraggi a breve e lungo termine.

La Rilevazione presenze per i Dirigenti degli Enti Locali ultima modifica: 2018-10-23T10:30:01+00:00 da Peoplelink Team