Fare i primi passi nel mondo del lavoro dopo aver studiato a lungo è un momento della vita davvero significativo. Per qualsiasi studente prima o poi viene il momento di passare dalla teoria alla pratica.

Scrivere il curriculum, inviarlo alle aziende, cercare proposte su internet, rispondere agli annunci, sono pratiche molto comuni a tutti coloro che almeno una volta nella vita si sono cimentati nella ricerca di un’occupazione.

Superate tutte queste fasi, si passa al colloquio vero e proprio, durante il quale l’esaminatore verifica le competenze inserite nel cv e, soprattutto, cerca di intuire il carattere e la personalità del candidato. È in questo momento che entra in gioco la comunicazione non verbale, che spesso viene presa in considerazione ancor prima dei contenuti espressi a parole.

 

Perché è importante il linguaggio non verbale durante un colloquio di lavoro

Che lo si voglia o no, il linguaggio non verbale è sempre presente nella comunicazione, anche (o forse soprattutto) quando si fa di tutto per rimanere concentrati su ciò che si dice.

Chi supera la prima fase di selezione per un lavoro e viene chiamato per un colloquio in azienda o presso l’agenzia che recluta il personale, sicuramente si prepara ad affrontare una conversazione in cui dovrà dimostrare di essere preparato e pronto a mettersi in gioco.

Ciò che spesso non si considera è proprio tutto ciò che non si può esprimere a parole, ovvero il linguaggio del corpo nei colloqui di lavoro. Il più delle volte sono processi inconsci a far affiorare espressioni non controllate o a far ripetere movimenti apparentemente non motivati.

Non bisogna pensare che non vi siano soluzioni per controllarsi. Con un po’ di attenzione e pratica si possono evitare almeno i principali atteggiamenti che un datore di lavoro potrebbe valutare negativamente.

 

La comunicazione non verbale e le cose da non fare al colloquio

L’elenco degli errori più comuni che un candidato può fare durante un colloquio di lavoro potrebbe essere davvero lungo. La psicologia di ogni persona è certamente unica e piena di sfaccettature, ma si possono comunque isolare alcuni atteggiamenti che sarebbe meglio non perpetrare difronte a chi potrebbe darci un lavoro.

Il linguaggio del corpo e l’interpretazione da parte di un esperto possono davvero orientare una selezione.

Vediamo ora i più comuni errori che bisogna evitare di fare davanti a un reclutatore.

La stretta di mano

Quando ci si presenta quasi sempre si tende la mano pronti a stringere quella dell’interlocutore, ma non sempre questo saluto risulta efficace. L’importante è sempre non esagerare stringendo troppo o per nulla. In entrambi i casi si susciteranno sensazioni non piacevoli e una persona specializzata proprio per selezionare il personale potrebbe già farsi un’idea iniziale di voi.

Assumere una brutta postura

Una volta entrati nell’ufficio e seduti sulla sedia bisogna essere certi di non assumere una postura scorretta. Stare composti davanti a chi ci esamina è un fattore molto importante per comunicare sicurezza e maturità.

Non è una buona idea lasciarsi andare scivolando sulla seduta o inarcando la schiena. Bisogna sempre ricordarsi di essere osservati.

Muovere immotivatamente mani e braccia

Una volta seduti le gambe sono coperte dalla scrivania, ma mani e braccia no. Tamburellare con le dita, grattarsi la testa, toccarsi ripetutamente il viso, incrociare le braccia o lasciarle rigide lungo il corpo, sono tutti atteggiamenti da evitare. Anche quando si resta in attesa di essere ricevuti per il colloquio è sempre meglio non mettersi a rosicchiare le unghie o a far schioccare le articolazioni.

Queste sono tutte azioni che si fanno per allentare la tensione, ma cercando di rilassarsi prima di arrivare nell’ufficio del reclutatore si possono evitare o, comunque, minimizzare.

Sguardo sfuggente

Non guardare negli occhi chi ci sta di fronte comunica insicurezza. Evitare lo sguardo del selezionatore tenendo gli occhi bassi o facendoli vagare a destra e sinistra è il migliore dei modi per essere penalizzati.

Il contatto visivo è sempre molto importante e comunica determinazione, intelligenza, prontezza, relax.

Utilizzare oggetti impropriamente

Le principali cose da non fare in questo caso sono: agitare una penna come fosse una bandiera, arrotolare un foglio, mettere la borsa sulle ginocchia creando una barriera. Quando si ha un oggetto tra le mani è sempre meglio non fare gesti ossessivi o che attirino l’attenzione.

Muove ripetutamente il capo per dire sì

Continuare ad annuire mentre il recruiter parla può essere percepito sia come segno di attenzione sia come elemento di tensione. Ciò che fa la differenza è la frequenza di questo movimento. Anche in questo caso il controllo e la misura sono di fondamentale importanza.

Sottovalutare il sorriso

Assumere un’espressione seria durante tutto il colloquio non comunica il fatto di essere persone affidabili e preparate, ma piuttosto fa pensare ad un certo grado di rigidità.

Un bel sorriso spontaneo e non sguaiato è sempre un ottimo biglietto da visita.

 

Il ruolo dell’HR manager durante e dopo il colloquio di lavoro

L’HR manager di un’azienda che sta cercando personale deve valutare i curriculum dei candidati, organizzare i colloqui, sottoporre i risultati delle interviste ai dirigenti, occuparsi di ricontattare le figure ideali per il posto di lavoro, fare i contratti e amministrare tutto ciò che riguarda l’attività lavorativa dei nuovi e dei vecchi dipendenti.

Questo lungo elenco fa capire il carico di lavoro di un addetto HR e il motivo per cui le aziende utilizzano software per gestire le risorse umane.

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