Conoscere i propri diritti e le leggi che consentono di ottenere vantaggi è fondamentale per un lavoratore che sopporta un carico fiscale notevole.

La detrazione per lavoro di pendente è un argomento molto importante proprio perché avendo ben chiari i meccanismi che la governano si possono pagare meno tasse, quindi avere un beneficio in termini di denaro risparmiato.

Come è noto, per detrazione s’intende una cifra da sottrarre direttamente alle imposte da pagare, di conseguenza si trattengono soldi nelle proprie tasche. Diversa è la deduzione fiscale che non è altro che una quota da togliere all’importo su cui poi verranno calcolate le tasse.

Ora è il momento di fare un po’ di chiarezza sul tema principale di questo articolo e di capire come si può amministrare in azienda questa detrazione senza perdere troppo tempo e senza fare errori.

 

La detrazione da lavoro dipendente: a chi spetta secondo la legge?

Il punto di riferimento normativo per la detrazione da lavoro dipendente è il Decreto Del Presidente Della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986 e, in particolare, l’articolo 13 dal titolo “Altre detrazioni”. Bisogna puntualizzare che questa legge ha subito aggiornamenti nel corso del tempo adeguandosi ai cambiamenti socioeconomici.

L’ultimo intervento sul Testo Unico delle Imposte sui Redditi è di quest’anno ed è riconosciuto come TUIR 2020.

La legge dice che le detrazioni sono concesse ai lavoratori dipendenti e anche ai soggetti con contratto assimilabile (es. Co.Co.Co., soci di cooperative, titolari di borse di studio, lavori socialmente utili). Si legge nel comma 1 dell’art. 13 della suddetto DPR:
Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più redditi di cui agli articoli 49, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l), spetta una detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro nell’anno …”.

La riduzione del versamento IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) prevista per i dipendenti è stata studiata per agevolare coloro che percepiscono stipendi non elevati, mentre chi guadagna di più vede ridurre questo beneficio fiscale fino a perderlo totalmente in caso di reddito elevato.

Al crescere dello stipendio non corrisponde una proporzionale detrazione fiscale, proprio perché lo scopo è quello di lasciare più denaro a diposizione di chi non percepisce salari cospicui.

 

Calcolo detrazione da lavoro dipendente

Per la detrazione IRPEF da lavoro dipendente bisogna considerare quattro fasce di reddito a cui si applicano benefici diversi:

  1. Fino a 8.000€
  2. Tra 8.000€ e 28.000€
  3. Tra 28.000€ e 55.000€
  4. Maggiore di 55.000€

Nel primo caso l’importo da detrarre non può essere meno di 690€ se si lavora a tempo indeterminato e non meno di 1380€ se si lavora con un contratto a tempo determinato.

Per calcolare la cifra esatta da togliere all’importo IRPEF di questa fascia di reddito bisogna eseguire la divisione tra giorni lavorati e giorni totali dell’anno solare poi moltiplicare per 1880€.

Formula reddito fino a 8000€ => 1.880€ x (Giorni Lavorati / 365)

Nel secondo caso la cifra si ottiene partendo dalla base di 978€ sommata al risultato della moltiplicazione tra 902€ e l’importo corrispondente al rapporto tra 28000€, diminuito del reddito complessivo, e 20000€.

Formula reddito tra 8000€ e 28000€ => 978€ + [902€ x (28.000€ – Reddito Complessivo) / 20.000€)]

Nel terzo caso il lavoratore può godere di una detrazione proveniente dal risultato di un calcolo simile al precedente, la base è sempre la medesima ma cambiano le altre cifre.

Formula reddito tra 28.000€ e 55.000€ => 978€ x [(55.000€ – Reddito Complessivo) / 27.000€]

Nel quarto caso tutto risulta molto più semplice anche se per nulla vantaggioso dal punto di vista del risparmio fiscale in oggetto.

Reddito superiore a 55.000 € => 0 detrazioni

 

Come si ottiene la detrazione per lavoro dipendente

A occuparsi di questa detrazione per i dipendenti è il sostituto d’imposta, quindi i benefici fiscali vengono applicati direttamente. Ciò non avviene per altre detrazioni di cui può godere una persona (es. detrazioni per familiari a carico).

In parole povere a occuparsi della detrazione per lavoro dipendente nella maggioranza dei casi è il datore di lavoro stesso.

In alcuni casi particolari il sostituto d’imposta è l’INPS, questo è il caso dei lavoratori disoccupati che percepiscono denaro derivante dalla NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego).

Chi ha diritto di usufruire di questo vantaggio fiscale può anche decidere di non volerne godere nel caso in cui creda che porti a successivi conguagli sfavorevoli.

 

La detrazione per lavoro dipendente deve essere gestita correttamente in azienda

Per calcolare senza fare errori la detrazione fiscale per lavoro dipendente, in azienda è necessario tenere traccia precisa dei giorni di lavoro di ogni dipendente.

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