Aziende in difficoltà economica o sottoposte a riorganizzazioni interne che determinino riduzioni temporanee degli orari di lavoro possono accedere alla Cassa Integrazione Guadagni (abbreviata spesso con l’acronimo CIG).

Questo particolare ammortizzatore sociale è uno strumento molto importante che aiuta il mondo del lavoro e, in particolare, i dipendenti in momenti particolarmente difficili.

Per fare un po’ di chiarezza su questo tema molto sentito nei seguenti paragrafi parleremo di:

  • Cassa Integrazione: origini e condizioni
  • Caratteristiche generali della Cassa Integrazione Guadagni
  • Chi può accedere alla Cassa Integrazione Guadagni?
  • Chi paga lo stipendio durante la Cassa Integrazione?
  • La CIGO: Cassa Integrazione Ordinaria
  • La Cassa Integrazione in Deroga
  • La Cassa Integrazione Straordinaria
  • Cosa si intende per Cassa Integrazione a zero ore?
  • Gestire la Cassa Integrazione in azienda: un problema organizzativo

 

Cassa Integrazione: origini e condizioni

La CIG, istituita per legge in Italia già dal 1945 e poi aggiornata e modificata nel corso dei decenni, prevede specifiche condizioni per essere utilizzata:

  • Situazioni transitorie dei mercati
  • Eventi imprevisti e non riconducibili a precise responsabilità dell’azienda
  • Eventi stagionali (ad esempio intemperie nel settore agricolo)

Ai lavoratori provvisoriamente impossibilitati a lavorare l’INPS riconosca un’indennità pari all’80% dello stipendio non percepito.

Il provvedimento è volto non soltanto a sostenere il reddito del personale provvisoriamente inutilizzato, ma a favorire la permanenza in azienda del personale più specializzato che può così continuare a essere regolarmente retribuito per la sua necessaria funzione dall’azienda stessa.

 

Caratteristiche generali della Cassa Integrazione Guadagni

Tre sono, quindi, le caratteristiche generali necessarie della Cassa Integrazione Guadagni.

La prima è che, diversamente dall’indennità di disoccupazione, possono usufruire di questo ammortizzatore solo le lavoratrici e i lavoratori in costanza di rapporto di lavoro.

La seconda è che la CIG, in tutte le sue forme che poi vedremo, ha un carattere transitorio e una durata limitata nel tempo.

La terza è che le ragioni della crisi aziendale non siano ascrivibili a mala gestione o responsabilità di singoli ma a eventi esterni e imprevedibili.

Laddove sussistano queste condizioni le imprese devono comunicare in via telematica all’INPS la propria richiesta di utilizzo della Cassa Integrazione, specificando nel dettaglio:

  • Il quantitativo di ore richieste
  • Numero e nominativo delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti
  • Cause e durata della richiesta

 

Chi può accedere alla Cassa Integrazione Guadagni?

Fatta esclusione per i dirigenti e i lavoratori a domicilio possono accedere alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria tutti i lavoratori legati all’azienda a un contratto di lavoro subordinato con almeno 90 giorni di anzianità di lavoro.

Solo in casi di estrema eccezionalità quest’ultima fattispecie non è richiesta, come ad esempio successo nel periodo di lockdown dovuto al Covid 19 quando l’INPS ha espressamente invalidato la clausola permettendo l’accesso alla Cassa Integrazione di tutti i lavoratori assunti alla data del 23 febbraio 2020.

Anche le lavoratrici e i lavoratori a cottimo o quelli che basano la la retribuzione principalmente su premi di produzioni hanno diritto alla Cassa Integrazione qualora l’azienda per cui lavorano ne abbia accesso. In questo caso l’indennità verrà calcolata sull’80% del guadagno medio orario percepito nello stesso periodo dell’anno in regime normale.

In ogni caso l’importo massimo erogabile non può superare le 40 ore settimanali ed è soggetto a limiti mensili che l’INPS stabilisce di anno in anno.

 

Chi paga lo stipendio durante la Cassa Integrazione?

Nella grande maggioranza dei casi è il datore di lavoro ad anticipare l’indennità di Cassa Integrazione ai propri dipendenti e solo in seguito le somme gli saranno risarcite a conguaglio da parte dell’INPS.

Soltanto nel caso in cui l’azienda non sia in grado di sostenere l’esborso per ragioni finanziare l’Istituto di Previdenza Sociale eroga direttamente la cifra alle lavoratrici e ai lavoratori.

La situazione di grave difficoltà economica dell’impresa dev’essere però comprovata e dimostrata attraverso ampia ed esaustiva documentazione.

 

La CIGO: Cassa Integrazione Ordinaria

La Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, spesso abbreviata CIGO, è la più utilizzata fra gli ammortizzatori del suo genere.

Può essere richiesta, come abbiamo visto, in condizioni specifiche e sempre e comunque non imputabili alle responsabilità del singolo, sia esso lavoratrice, lavoratore o datore di lavoro.

Casi classici in cui la CIGO viene richiesta e, con buona probabilità, accolta sono ad esempio:

  • Improvvisa mancanza di materie prime necessarie ai cicli produttivi
  • Catastrofi naturali
  • Guasti importanti a macchinari
  • Interventi di manutenzione straordinarie presso le sedi d’azienda

In ognuno di questi casi, e in tutti gli altri in cui l’azienda ritenga necessario accedervi, è necessario che la domanda di Cassa Integrazione Ordinaria venga accolta dalla sede INPS in cui è stata presentata con almeno 15 giorni di anticipo rispetto alla data di inizio.

Spetterà allo stesso istituto di previdenza il versamento ai dipendenti dell’indennità prevista, per una durata pari a un massimo di 13 settimane consecutive, prorogabili poi di tre mesi in tre mesi fino a un massimo di 52 settimane di normale attività lavorativa.

Fatti salvi alcuni settori industriali specifici, la CIGO non può superare le 52 settimane in un biennio mobile, ovverosia un lasso di tempo di due anni calcolati a ritroso dall’ultimo giorno di trattamento.

 

La Cassa Integrazione in Deroga

Possono fare richiesta di accedere alla Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD) tutte le aziende che:

  • Fossero escluse a priori dai requisiti aziendali previsti per la Cassa Integrazione Ordinaria
  • Abbiano esaurito le settimane di Cassa Integrazione Ordinaria nel periodo temporale

Le caratteristiche generali per richiedere la Cassa Integrazione in Deroga sono in linea di massima le stesse richieste per quella ordinaria: costanza dei rapporti, imprevedibilità degli eventi, durata transitoria.

Viene erogata sulla base di precisi accordi governativi e interessa specifici settori industriali comprese piccole attività commerciali, agricole e cooperative per cui la crisi aziendale perduri oltre i limiti della CIGO o, appunto, fossero in origine troppo ridotte per accedervi.

Fatte salve alcune eccezioni la CIGD può essere erogata ai soli dipendenti che abbiamo un rapporto lavorativo di almeno 12 mesi con l’azienda.

Oltre che dal Ministero del Lavoro, la Cassa Integrazione in Deroga può essere concessa con determina da regioni e province autonome.

 

La Cassa Integrazione Straordinaria

La Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) funziona allo stesso modo di quella ordinaria con delle significative differenze nei tempi di erogazione e nelle modalità di richiesta.

Si tratta, infatti, di un ammortizzatore sociale più lungo delle classiche 13 settimane della cassa ordinaria e deve la sua straordinarietà proprio al fatto che il piano aziendale, per la sua complessità, supera le richieste consuete.

L’INPS individua tre specifiche ragioni per richiederla:

  • Riorganizzazione aziendale
  • Crisi aziendale, esclusi i casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa (dal 1° gennaio 2016)
  • Contratti di solidarietà

La Cassa Integrazione Straordinaria può essere richiesta da aziende e cooperative facenti parte di numerosi settori d’attività, per la cui lista completa si rimanda al sito del Ministero del Lavoro, con unico requisito richiesto quello di avere occupato nel semestre precedente alla domanda una media di 50 dipendenti.

Nella domanda, oltre alle fattispecie richieste per l’ordinaria, dev’essere integrato in maniera dettagliata anche il piano di rilancio o ristrutturazione all’origine della richiesta di CIGS.

Benché sia sempre l’INPS l’istituto titolare del pagamento dell’assegno di indennità data la straordinarietà del provvedimento, la domanda di accesso alla CIGS va inoltrata direttamente al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e, contestualmente, alla Direzione Territoriale del Lavoro. La concessione avviene con specifico decreto del Ministero, unico ente titolato ad ammettere l’accesso alla Cassa Integrazione Straordinaria delle aziende richiedenti.

In caso di riorganizzazione aziendale e contratti di solidarietà la durata massima della Cassa Integrazione Straordinaria è di 24 mesi in un quinquennio mobile per ogni unità produttiva.

In caso di crisi aziendale di 12 mesi anche continuativi con possibilità di proroga non immediata: per ottenere una nuova concessione è necessario attendere un lasso temporale pari almeno ai due terzi della concessione precedente.

Nei settori dell’edilizia, escavazione e lavorazione di materiali lapidei i limiti si estendono a trenta mesi per ogni unità produttiva.

 

Cosa si intende per Cassa Integrazione a zero ore?

La richiesta di Cassa Integrazione Straordinaria può essere fatta dall’azienda in maniera parziale o con l’accezione “a zero ore”.

Com’è intuibile, nel primo caso gli eventi straordinari che hanno portato alla richiesta della CIGS impongono una riduzione ridotta dell’orario di lavoro; nel secondo caso i dipendenti sono totalmente sospesi nell’attività lavorativa perché l’azienda non ha alcuna possibilità di farli lavorare.

Tra l’una e l’altra sussistono alcune differenze, per esempio nel trattamento delle indennità di malattia e nell’erogazione della tredicesima mensilità, di cui con la cassa a zero ore non si ha diritto, salvo specifiche delibere.

Entrambe le indennità, parziale e totale, concorrono, invece, al calcolo del trattamento di fine rapporto (TFR).

 

Gestire la Cassa Integrazione in azienda: un problema organizzativo

Benché la Cassa Integrazione Ordinaria, Straordinaria e in Deroga dipendano da altri istituti esterni all’azienda è evidente come l’impresa resti il punto di riferimento del dipendente soggetti all’ammortizzatore.

Salvo casi specifici, come abbiamo già detto, è sempre l’azienda ad anticipare l’assegno di indennità e poi a richiedere all’INPS il conguaglio. È l’azienda che decide quali e quanti dipendenti accederanno al regime di Cassa Integrazione e con che decurtazione oraria. È sempre l’impresa, in ultimo, che fornisce all’INPS anagrafica e situazione contrattuale di ogni lavoratore e lavoratrice.

È fondamentale essere dotati di un archivio snello, accessibile e immediatamente disponibile per predisporre più velocemente una domanda che, è bene ricordarlo, va presentata in forma telematica.

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