La figura del lavoratore è centrale nell’ordinamento giuridico italiano. Basta una rapida lettura dell’art. 1 della Costituzione per comprendere la rilevanza in termini di diritti soggettivi attribuiti al lavoratore: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.

E’ stata proprio l’entrata in vigore della Costituzione, nel 1946, a dirimere le controversie poste in essere nei confronti dei rappresentanti della forza lavoro. Oltre al principio di libertà sindacale, contenuto nell’art. 39 Cost., ed al diritto di sciopero espresso nell’art.40. Questa premessa è fondamentale, in quanto solo alla luce dei valori costituzionali – espressi proprio in quattro semplicissime parole, “democratica fondata sul lavoro” – si può ben analizzare il fenomeno della rappresentanza sindacale.

 

Assemblea sindacale: requisiti per chiederla e disposizioni normative

Il diritto di assemblea, sia durante che fuori dell’orario di lavoro, è espressione concreta di libertà sindacale, in quanto consente al lavoratore di far sentire le proprie ragioni. Oltre ad essere sancito in linea di principio dalla Costituzione, è regolato nello specifico dalla Legge 300 del 1970 più conosciuta come Statuto dei Diritti dei Lavoratori.

All’art. 20 dello Statuto, leggiamo testualmente:

“I lavoratori hanno diritto di riunirsi, nella unità produttiva in cui prestano la loro opera, fuori dell’orario di lavoro, nonché durante l’orario di lavoro, nei limiti di dieci ore annue, per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione.”

Questi momenti di aggregazione possono essere gestiti in modo autonomo:

“Le riunioni – che possono riguardare la generalità dei lavoratori o gruppi di essi – sono indette, singolarmente o congiuntamente, dalle rappresentanze sindacali aziendali nell’unità produttiva, con ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro e secondo l’ordine di precedenza delle convocazioni, comunicate al datore di lavoro. Alle riunioni possono partecipare, previo preavviso al datore di lavoro, dirigenti esterni del sindacato che ha costituito la rappresentanza sindacale aziendale.”

L’art. 20 fa riferimento inoltre ai contratti collettivi, che possono fornire regole di categoria:

“Ulteriori modalità’ per l’esercizio del diritto di assemblea possono essere stabilite dai contratti collettivi di lavoro, anche aziendali.”

Per dieci ore l’anno quindi, su convocazione da parte delle “rappresentanze sindacali aziendali nell’unità produttiva”, i lavoratori possono svolgere delle assemblee sindacali durante l’orario di lavoro che devono essere retribuite.

Non esiste veto a riunirsi anche per più di dieci ore annuali, utilizzando il tempo extra lavorativo, ma in questo caso le assemblee sindacali fuori orario di lavoro non verranno retribuite.

La convocazione delle assemblee di lavoro sindacali va comunicata al datore di lavoro, come del resto l’eventuale presenza di dirigenti esterni appartenenti al sindacato che ha costituito la rappresentanza. L’ordine del giorno deve essere inerente a “materie di interesse sindacale e del lavoro”.

L’assemblea sindacale può essere sia di carattere generale, quindi aperta a tutti i lavoratori dell’azienda, sia di gruppo (un solo reparto, un determinato sesso, degli scritti a un’organizzazione).

 

La titolarità del diritto di assemblea spetta in ogni caso ad ogni singolo lavoratore.

Il campo di applicazione del diritto all’assemblea sindacale fuori orario è argomento dell’art.35 dello stesso Statuto dei Diritti dei lavoratori:

“Per le imprese industriali e commerciali, […] a ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo che occupa più di quindici dipendenti. Le stesse disposizioni si applicano alle imprese agricole che occupano più di cinque dipendenti. Le norme suddette si applicano, altresì, alle imprese industriali e commerciali che nell’ambito dello stesso comune occupano più di quindici dipendenti ed alle imprese agricole che nel medesimo ambito territoriale occupano più di cinque dipendenti anche se ciascuna unità produttiva, singolarmente considerata, non raggiunge tali limiti”

Nell’organizzazione del lavoro oggi diventa necessario, ovviamente, pianificare e rilevare anche la gestione di questi momenti sindacali di confronto e condivisione sia da parte del datore di lavoro che del dipendente.

 

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Le assemblee sindacali fuori orario di lavoro, strumenti di confronto e condivisione ultima modifica: 2018-10-16T17:43:39+00:00 da Peoplelink Team