Anticipo TFR: quando si può richiedere ed in che modo

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Il TFR è un diritto del lavoratore dipendente e il suo primo obiettivo è quello di restituirgli una somma di denaro accantonata durante gli anni di lavoro proprio nel momento in cui il rapporto con l’azienda termina.

Come molti sanno, questa liquidazione è normata dalla legge e, quindi, sono ben chiari i meccanismi di accumulo, le possibilità di mantenerla in azienda o di destinarla a un fondo esterno, e la possibilità di chiedere l’anticipo sul TFR.

Dopo aver parlato in generale del trattamento di fine rapporto (TFR) in un precedente articolo, ora è il momento di spiegare quando e come è possibile richiederne una parte prima della naturale scadenza.

 

Anticipazione TFR: quando e quanto si può richiedere

Innanzitutto bisogna sottolineare che esistono contratti collettivi di specifici settori che prevedono regole e cifre diverse da quelle normalmente indicate nella legge. Ovviamente non possiamo parlare di ogni specifico contratto di lavoro, ma possiamo prendere in esame le norme generali.

Se il lavoratore non richiede l’anticipo, il TFR viene erogato solo quando il rapporto di lavoro arriva al suo naturale termine, il caso più comune è l’arrivo del diritto al pensionamento, oppure quando il lavoratore da le dimissioni in modo volontario o viene licenziato. Ma, come abbiamo già sottolineato, è possibile attingere alla cifra messa da parte dall’azienda o presente nel fondo della previdenza complementare prima che si presentino queste situazioni.

L’anticipazione del TFR prevede il rispetto di alcuni parametri per essere richiesta. Il lavoratore può chiedere l’anticipo:

  • Se è assunto dall’azienda da almeno 8 anni
  • Non lo ha già richiesto in precedenza nella stessa azienda

Analizzando questi due aspetti restrittivi del diritto all’anticipo del trattamento di fine rapporto si evince che se una persona richiede l’anticipo in una prima azienda in cui ha lavorato perlomeno 8 anni e, successivamente, viene assunto da una seconda azienda e vi lavora per un periodo superiore al limite già definito, allora può chiedere anche al secondo datore di lavoro una parte della cifra maturata per la liquidazione finale.

Inoltre, l’articolo 2120 del Codice Civile (“Disciplina del trattamento di fine rapporto”) mette un altro paletto:

Le richieste sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10 per cento degli aventi titolo, di cui al precedente comma, e comunque del 4 per cento del numero totale dei dipendenti

È doveroso precisare che la somma ottenibile come anticipo non è il totale di quanto accumulato mese per mese fino al momento della richiesta, quindi il dipendente non può chiedere il 100% del TFR maturato ma deve accontentarsi del 70%, così vuole la legge.

Questa percentuale può essere ottenuta ogni volta che il lavoratore matura i diritti secondo i due principali parametri già elencati in precedenza.

Però, il 70% del trattamento di fine rapporto non può essere chiesto senza motivazione. Infatti il legislatore ha previsto tre casi specifici che danno il diritto ad attingere a questo tesoretto messo da parte. Andiamo a renderli espliciti.

 

Richiesta anticipo TFR: quali motivazioni la giustificano?

Le tre possibilità per cui è possibile fare richiesta di anticipo del TFR sono descritte dal già citato articolo 2120 del Codice Civile e dall’articolo 5 del Decreto Legislativo 151/2001.

Secondo le leggi attuali si può chiedere anticipatamente il 70% del trattamento di fine rapporto per:

  • Eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche” (Codice Civile-art. 2120).
  • Acquisto della prima casa di abitazione per se’ o per i figli, documentato con atto notarile” (Codice Civile-art. 2120)
  • Durante i periodi di fruizione dei congedi di cui all’articolo 32, il trattamento di fine rapporto può essere anticipato ai fini del sostegno economico, ai sensi dell’articolo 7 della legge 8 marzo 2000, n. 53. Gli statuti delle forme pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, e successive modificazioni, possono prevedere la possibilità di conseguire tale anticipazione” (art. 5 D.Lgs. 151/2001)

Questi tre passaggi delle due leggi fanno ben capire che si può ottenere denaro dal fondo del TFR solo quando si deve affrontare una spesa, più o meno onerosa, strettamente connessa alla qualità di vita del lavoratore.

È previsto dalla legge, però, la possibilità di richiedere l’anticipo TFR senza una giustificazione riconducibile a quelle sopraelencate, in questo caso il massimo ottenibile è pari al 30% della cifra maturata, ma il datore di lavoro potrebbe opporsi al riconoscimento di questo diritto.

Quando si tratta questo tema bisogna prendere in considerazione anche il Decreto Legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 “Disciplina delle forme pensionistiche complementari” che prevede anticipi del 75%, infatti nella legge si legge:

Le somme percepite a titolo di anticipazione non possono mai eccedere, complessivamente, il 75 per cento del totale dei versamenti, comprese le quote del TFR, maggiorati delle plusvalenze tempo per tempo realizzate, effettuati alle forme pensionistiche complementari a decorrere dal primo momento di iscrizione alle predette forme.

 

Gestire il TFR dei dipendenti in azienda riducendo la complessità

L’amministrazione di un’azienda non è di certo semplice e anche l’anticipo del TFR deve essere gestito in modo preciso per non intaccare i diritti dei dipendenti e per non creare problemi al datore di lavoro.

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